Scopello – Mera – Rassa – Scopello

NOTA: Punti di ricarica lungo il tracciato nei punti Alpe Meggiana (rifugio)

CARTELLO GIALLO – NUMERO 2 in campo BLU

PARKING – Dalla Strada Provinciale SP 299 all’altezza di Scopello il cartello giallo della ciclabile ci invita a girare a sinistra e dopo il superamento del ponte si giunge ad un ampio parcheggio. Da qui un servizio navetta da prenotare presso gli operatori locali ci conduce sino a Mera. In alternativa è possibile raggiungerla con i propri mezzi imboccando la strada sulla destra a 100mt. dal parcheggio. La pista ciclabile inizia di fronte all’arrivo della seggiovia dove una ripida rampa ci porta sul tratto che conduce ai piedi del Monte Camparient. Da questo punto, con una panoramica sul Monte Rosa spettacolare prosegue il percorso che,con piccolissimi dislivelli attraversa tutta l’Alpe di Mera tra magnifici arbusti di rododendri e mirtilli e ci porta al colle sotto il Monte Ometto. Si prosegue in quota senza particolari difficoltà sino a raggiungere l’Alpe Meggiana all’altezza del Lago del Pizzo. Un maestoso Monte Rosa ci accompagna con moderata pendenza sino all’Alpe Sorbella da dove si scende con una dozzina di tornanti sino al ponte che attraversa il torrente Sorba. Questo tratto, seppure di larghe dimensioni, per la pendenza ed il fondo richiede una preparazione adeguata. Si consiglia quindi,per coloro che non possiedono tale preparazione, di scendere dal mezzo accompagnandolo a piedi. La prosecuzione dell’itinerario su sterrato che conduce a Rassa, è di moderata pendenza e non presenta particolari difficoltà. La discesa su strada asfaltata conduce poi in pochi km. al ponte di Quare per ricongiungersi all’itinerario n.1.

SI RACCOMANDA L’USO DEL CASCO PROTETTIVO PER TUTTI

Balmuccia Alagna

NOTA: Punti di ricarica lungo il tracciato nei punti Alpe Meggiana (rifugio), Campertogno (Il Gatto e La Volpe), Alagna (Bar delle guide)

CARTELLO GIALLO – NUMERO 1 in campo VERDE

PARKING – Sulla Strada Provinciale 299 all’altezza di Balmuccia ,si incontra il cartello giallo della ciclabile e,girando a destra, si prosegue seguendo le indicazioni gialle per giungere sino al parcheggio della Scuola oppure, proseguendo verso il basso, e superando un piccolo tunnel , a quello del Centro Canoa e Rafting Monrosa.Da qui parte un interessante sentiero che, una volta attraversato il ponte sul Sesia, si inoltra sul fianco della montagna con una suggestiva vista sul canyon sottostante e, superando alcuni dislivelli impegnati, giunge al ponte più a nord che, una volta attraversato, conduce all’abitato di Scopetta raggiungiubile attraversando la SP 299. Da qui si esce per 400 mt.ca. sulla Provinciale per infilarsi sulla ciclabile di Muro di Scopa e poi, percorrendo il marciapiede ciclabile ,all’altezza di Scopa, si riattraversa la Provinciale per poi riprendere nuovamente il lato sinistro orografico del Sesia sino all’attravesamento del Ponte di ferro. Da qui si recupera quota con un dislivello impegnativo ma, reso gradevole dall’attraversamento di boschi di castagno per ridiscendere in frazione Chioso raggiungendo Scopello. Un tratto di ca. 1 km. su strada asfaltata conduce all’imbocco del largo sentiero che, in maniera agevole raggiunge Piode sul lato destro orografico del Sesia. Da qui si arriva al Ponte di Quare dopo aver superato un bosco di larici. Dopo 100 mt. in direzione Rassa, sulla destra si imboccata la strada asfaltata che scende sul piano e che attraversa per quasi 2 km. ampi prati e cascine con allevamenti di bestiame. Giunti a Campertogno si lascia il Sesia sulla destra e si sale su strada asfaltata sino alla graziosa frazione Rusa. Da qui si rientra su di un sentiero boschivo che conduce a Mollia e si prosegue con moderata pendenza in un contorno di rigogliosa vegetazione sino a Otra Sesia. Da questo punto, si imbocca la generosa strada sterrata ,recentemente realizzata, che si inoltra in uno spettacolare e imponente bosco di larici.Superati un paio di dislivelli impegnativi ma, brevi si giunge al ponte di Isolello che, attraverso una ripida ma, ampia rampa, permette di raggiungere il ponte pedonabile che attraversa il Sesia permettendo di tornare a percorrere il lato sinistro orografico del Sesia. Proseguendo su un ampio e agevole sterrato ,a tratti ricoperto interamente da un tappeto erboso, si giunge alla frazione Balma di Riva Valdobbia e da qui si prosegue senza particolari difficoltà sino al ponticello che, attraversato ci porta sulla Circonvallazione dove l’indicazione sulla sinistra dell’ultimo cartello giallo ci permette di raggiungere il centro di Alagna potendo ammirare gli scorci più suggestivi. Per chi non volesse percorrere tutti i 35 km del percorso, esiste la possibilità di accedere al percorso nelle seguenti località: Balmuccia (partenza), Scopa, Scopello, Piode, Campertogno, Mollia, Riva Valdobbia, Alagna (arrivo).

Anello Azzurro del Lago d’Orta

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Partiamo da Gozzano nei pressi del Lido di Buccione e imbocchiamo via dei Canneti proseguendo sul sentiero che costeggiando il lago ci conduce fino alla frazione di Lagna alternando tratti di sterrato e asfalto. Giunti a Lagna oltrepassiamo la chiesa di S.Rocco svoltiamo a sinistra e superiamo un pontino e incrociamo la SP48. Svoltiamo a destra in direzione Pella. Da Pella imbocchiamo la via Vignaccia dietro la chiesa di San Filiberto e proseguiamo dritti fino a Ronco. Arrivati a Ronco risaliamo a sinistra su un’antica mulattiera (tratto pericoloso) che ci conduce all’abitato di Ronco Superiore. Costeggiamo alcuni muretti a secco fino a quando vediamo una deviazione brusca a destra che scende. Qui alcuni tratti potrebbero risultare non ciclabili. Seguiamo il sentiero in discesa, oltrepassiamo il ponticello sul torrente Qualba risalendo fino all’oratorio della Madonna della Neve. Scendiamo fino ad Oira presso la chiesa di S.Silvestro: di fronte alla chiesa svoltiamo a sinistra in via Gobo e giunti ad uno spiazzo giriamo a sinistra in prossimità della fontana: risaliamo nel bosco tenendo la destra al primo bivio su un tratto che non risulta ciclabile. Proseguiamo superando un ruscello e tenendo la sinistra raggiungiamo le case di Brolo. Attraversiamo la strada e proseguiamo in salita lungo via Colonia e poi via Canton Sopra raggiungendo la strada provinciale. Alla fine della strada asfaltata imbocchiamo un sentiero in discesa e raggiungiamo Omegna in vale Garibaldi. Raggiungiamo la stazione ferroviaria di Omegna e imbocchiamo la via Repubblica e proseguiamo fino all’abitato di Borca. Raggiungiamo la chiesa di San Gottardo di Borca dove imbocchiamo il sentiero che risale nel bosco e raggiunge Crabbia. Alcuni tratti possono non essere ciclabili. In corrispondenza della strada asfaltata svoltiamo a sinistra proseguendo in salita in via Monti. Al bivio successivo teniamo la destra raggiungiamo la frazione di Pratolungo presso la chiesa di Madonna della Neve: qui svoltiamo a destra in discesa seguendo via Prea Grossa in direzione Pettenasco. Passiamo sotto il viadotto della ferrovia e svoltiamo a sinistra superando il ponte sul torrente Pescone. Giriamo ora a destra in direzione Carcegna. Giunti a Carcegna proseguiamo verso Miasino. Giunti a Miasino allo stop svoltiamo a destra, dopo un centinaio di metri imbocchiamo una strada sterrata che ci condurrà a Legro lungo via vecchia Miasino. Raggiungiamo la stazione ferroviaria di Orta-Miasino e proseguiamo fino ad incontrare la strada della Prisciola che ci condurrà alla chiesa di Santo Stefano a Corconio. Seguiamo le indicazioni per la torre di Buccione. Subito dopo la torre, superata una curva a sinistra prendiamo la strada sterrata che sale verso Bolzano Novarese scendendo fino all’incrocio con la SP 229 del lago d’Orta.

Continuiamo ora a destra scendendo fino al Lido di Buccione attraverso lo sterrato della via Fransisca e raggiungendo il punto di partenza del nostro itinerario.

Il Lago d’Orta: un territorio a misura di bambino

Oltre ad essere una meta ambita per il suo paesaggio e per la sua storia, negli ultimi anni ha riscontrato sempre più successo per essere una meta a misura di bambino. Luogo pieno di storie e leggende e con il Parco della fantasia di Omegna città natale di a Gianni Rodari, il Lago d’Orta si sta sempre affermando anche tra le famiglie e i più piccoli. Perfetto per i bambini dai 0 ai 10 anni, il parco della fantasia, non è un vero e proprio parco, ma un insieme di strutture distribuite in tutto il territorio che vengono aperte e utilizzate in base alle specifiche esigenze dei gruppi e delle famiglie presenti, permettendo così di poter essere vicini a diversi ambienti e diverse risorse della nostra città, unendo il divertimento alla didattica e alla natura. Ad Omegna sono situate: la struttura polifunzionale con ampie sale per accogliere e lavorare con gruppi numerosi, la ludoteca che propone ampi spazi di giochi speciali che fanno riferimento e rielaborano risorse specifiche del nostro territorio, il Forum, ossia il centro museale e congressuale che si propone come polo per la ricerca, la didattica e la conservazione della produzione artigianale e industriale locale, principalmente legata al settore dei casalinghi. Inoltre è presente uno spazio eventi che accoglie mostre ed esposizioni valorizzando l’arte applicata allo sviluppo industriale o alle attività di tutto il Parco della Fantasia. Attraverso il Parco della Fantasia si fa diventare un itinerario didattico – interattivo guidato un percorso storico del territorio, affinchè la storia industriale del passato diventi risorsa per il futuro. Nel Parco della fantasia si concretizzano i percorsi didattici sull’educazione alla tecnologia e alla scienza. Per la parte naturalistica attraverso “i Giardini della Torta in Cielo”, un parco naturale che attraverso un percorso che parte dal nucleo centrale della città inoltrandosi nel verde dei boschi adiacenti fino a sbucare su una splendida terrazza sul lago permettere di viaggiare con la fantasia trasmettendoti la sensazione di sfiorare le increspature del lago e poi, veloci, di arrivare a toccare il cielo. un’altra emozionante sezione è La Ludoteca delle “Tante Storie per Giocare”, che grazie ad un nuovo futuro allestimento permetterà di vedere, leggere, toccare e giocare insieme alle storie di Gianni Rodari ambientate in un ambiente che racconta le meraviglie del Lago d’Orta. Un incrocio tra storie, immagini, giochi, uno spazio per creare, divertirsi e reinventarsi. L’impareggiabile binomio (fantastico ma quanto mai reale) tra bellezza dei luoghi e potere immaginativo delle favole rodariane, s’incontreranno in un grande open space per dare vita a situazioni sospese tra storia e realtà secondo la fantasia di ogni bambino. 
Un’altra storia molto curiosa ed interessante da raccontare ai nostri bambini per andare insieme a caccia di draghi è la leggenda legata all’isola che troviamo proprio di fronte alle sponde di Orta che rende protagonista proprio San Giulio, da cui poi prende il nome l’isolotto. La leggenda narra che: nella seconda metà del IV secolo dopo Cristo, San Giulio, fuggito dalla Grecia per scampare alle persecuzioni, iniziò ad erigere chiese cristiane per combattere il paganesimo. Volendo a tutti i costi costruire la sua centesima chiesa, si spinse fìn sulle rive del Lago d’Orta e qui, affascinato dal luogo, rimase a contemplare l’isola, la quale, si dice non fosse altro che la tana di un temibile drago, che si comportava come tutte le creature come lui: terrorizzava gli abitanti della zona divorando animali e quando gli capitava anche qualche malcapitato cittadino, distruggeva i raccolti, insomma, era un vero e proprio incubo: del resto, provateci voi a vivere con un drago accanto a casa! Nessuno, fino a quel momento era mai stato così coraggioso da pensare di affrontarlo, fino a che non si stabilirono sul  lago, due fratelli di nome Giulio e Giuliano. Fu Giulio, il più coraggioso, a decidere di porre fine a quella situazione, e una volta attraversato il lago con il solo aiuto del proprio mantello steso sulle acque come una zattera, affrontò il drago, uccidendolo. A testimonianza della vicenda, presso l’abbazia Mater Ecclesiae è ancora oggi conservato un eccezionale reperto: quella che viene definita una “vertebra di drago”. (Si tratta, più probabilmente, di una vertebra di qualche enorme animale preistorico conservatasi fino ai nostri giorni, ma quello che è certo è che è stata rinvenuta vicino all’isola, e che la sua vista non manca mai di suggestionare i visitatori). Altre tappe che uniscono il divertimento alla natura e al paesaggio tipico di questa zona, sono: il parco divertimenti di Alpyland, dove i bambini, dai 4 anni in su, grazie ad un bob su rotaia potranno divertirsi ammirando l’entusiasmante panorama del Lago d’Orta, del Lago Maggiore e del Lago di Mergozzo. 1200 metri di adrenalina adatto anche ai più piccoli perché facilmente controllabile permettendo così il divertimento assicurato.  Il Parco Avventure Lago d’Orta Le Pigne, studiato ad hoc per le famiglie permette di unire il contatto con la natura all’avventura grazie ai 4 percorsi acrobatici di differenti livelli di difficoltà. A completare quest’avventura immersa nel verde, a 15 metri di altezza si può raggiungere una piattaforma panoramica raggiungibile attraverso una tirolienne. 

Pedalando da Orta ad Armeno

Il lago d’Orta, situato nelle provincie di Novara e Verbano – Cusio – Ossola, è una autentica gemma incastonata tra il verde delle Alpi e le colline novaresi, circondata da una distesa di boschi che lo separano dal grande Lago Maggiore, dove si alternano piccoli paesini pittoreschi e pieni di storia. Celebre per l’incantevole borgo di Orta San Giulio, in realtà tutto il territorio intorno al lago è ricco di affascinanti percorsi immersi nella natura, spesso poco conosciuti, da scoprire nel modo che più ci piace, con calma e respirando tutte le sensazioni.

Attraverso il nostro viaggio vi raccontiamo questi itinerari, condividendo con voi il piacere di una vacanza ”incontaminata”, diversa  dalle destinazioni più frequentate dei grandi laghi del nord Italia, dove si rimane sempre a stretto contatto con la natura, ammirandone le sue bellezze senza però rinunciare alla cultura e al divertimento, sia per grandi che piccini.

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