La ciclovia del Toce in autunno

La ciclovia del Toce è un bellissimo itinerario che attraversa la bassa Val d’Ossola, l’estesa valle all’estremo nord del Piemonte, tra oasi naturalistiche e incantevoli borghi. Il percorso parte da Fondotoce e arriva fino a Domodossola, per una lunghezza complessiva di circa 50 km, molti dei quali su pista ciclabile.

Nella nostra sezione dedicata ai tracciati potete trovate l’itinerario completo, qui vi raccontiamo una pedalata che abbiamo fatto in compagnia in un pomeriggio d’autunno. Abbiamo accompagnato alcune nostre amiche nella loro prima uscita con una bici elettrica, gustandoci i colori di questa stagione magica e condividendo il loro stupore e divertimento per questa prima esperienza assistita.

Per questa gita abbiamo scelto una versione ridotta con andata e ritorno da Mergozzo, precisamente dalla Casa della capra, una locanda e un ristorante nato dalla passione di Felipe e Patricia per la cucina, l’arte e la bicicletta. Questi elementi si sono fusi con gusto e ricerca del dettaglio creando un luogo magico, ancora più esaltato dalla magnifica posizione con vista sul lago di Mergozzo.

Arrivati alla Casa della Capra facciamo due chiacchiere con Felipe e Patricia, sempre molto disponibili, e prendiamo le nostre biciclette. La gita può iniziare. Con poche pedalate raggiungiamo il centro di Mergozzo, caratterizzato dalla suggestiva piazzetta affacciata sul lago. Possiamo anche ammirare il simbolo del paese, l’Olmo, una pianta secolare completamente cava che si trova al centro della piazza. Pare si tratti di una pianta risalente almeno al secolo Seicento: viene infatti già raffigurato ufficialmente nella pala d’altare dedicata alla Vergine del Rosario, dipinta dal pittore novarese Carolus Canis nel 1623.

Nonostante sia cavo internamente, l’olmo di Mergozzo è ancora in vita e ad ogni primavera si risveglia e si veste di foglioline. Chissà quante storie potrebbe raccontare….

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Mottarone – Armeno – Stresa

Da Stresa si sale al Mottarone in funivia.

Il percorso di discesa inizia presso il piazzale di arrivo della funivia e si delinea come una combinazione di sali scendi, sentieri e strade sterrate. Una volta giunti alla stazione intermedia Alpino si prosegue in direzione del Campeggio 7 Camini, per poi giungere a Gignese. Qui pedaliamo per un breve tratto su strada asfaltata aperta al traffico veicolare fino ad imboccare il sentiero per Armeno.

Si rientra a Stresa passando per i centri abitati di Gignese e Levo.

Ciclovia del Toce – in bici tra fiori, borghi e boschi

La pista ciclabile del fiume Toce conduce da Fondotoce a Domodossola, attraverso boschi, caratteristici borghi e le fioriture che caratterizzano la zona, specialmente in primavera. Il primo tratto di ciclabile si snoda all’interno dell’area naturale protetta di Fondotoce. Procediamo costeggiando il fiume Toce, al bivio svoltiamo a sinistra e proseguiamo fino al ponte di Ornavasso. Proseguiamo in direzione Migiandone e, dopo un breve tratto su asfalto, prendiamo nuovamente la ciclabile sterrata verso Cuzzago e Premosello. Attraversiamo Bosco Tenso, un’oasi naturalistica protetta dal WWF e superiamo Vogogna, uno dei borghi più belli d’Italia, con il suo Palazzo Pretorio e il Castello Visconteo. Alterniamo tratti sterrati a tratti su asfalto per dirigerci verso Pieve Vergonte e Piedimulera. Proseguiamo verso Pallanzeno e, all’ingresso del paese, imbocchiamo il sentiero sterrato lungo il fiume Toce, raggiungeremo così Villadossola e Domodossola.

Giro dei canali di Piemonte e Lombardia

Giro tra i canali di Piemonte e Lombardia.

Tra i 2 Laghi – Da Orta ad Arona

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In bici da Orta ad Arona. I fantastici panorami del Cusio, le montagne tra i due laghi e la sponda piemontese meridionale del Lago Maggiore. Partenza e arrivo tra i due noleggi Ebike Lago d’Orta di Orta e No Work Team di Arona.

Giro dei 3 Laghi

Giro dei 3 laghi, da Arona (Lago Maggiore), lago di Mergozzo, Lago d’Orta con arrivo a Oleggio Castello.

Scopello – Mera – Rassa – Scopello

NOTA: Punti di ricarica lungo il tracciato nei punti Alpe Meggiana (rifugio)

CARTELLO GIALLO – NUMERO 2 in campo BLU

PARKING – Dalla Strada Provinciale SP 299 all’altezza di Scopello il cartello giallo della ciclabile ci invita a girare a sinistra e dopo il superamento del ponte si giunge ad un ampio parcheggio. Da qui un servizio navetta da prenotare presso gli operatori locali ci conduce sino a Mera. In alternativa è possibile raggiungerla con i propri mezzi imboccando la strada sulla destra a 100mt. dal parcheggio. La pista ciclabile inizia di fronte all’arrivo della seggiovia dove una ripida rampa ci porta sul tratto che conduce ai piedi del Monte Camparient. Da questo punto, con una panoramica sul Monte Rosa spettacolare prosegue il percorso che,con piccolissimi dislivelli attraversa tutta l’Alpe di Mera tra magnifici arbusti di rododendri e mirtilli e ci porta al colle sotto il Monte Ometto. Si prosegue in quota senza particolari difficoltà sino a raggiungere l’Alpe Meggiana all’altezza del Lago del Pizzo. Un maestoso Monte Rosa ci accompagna con moderata pendenza sino all’Alpe Sorbella da dove si scende con una dozzina di tornanti sino al ponte che attraversa il torrente Sorba. Questo tratto, seppure di larghe dimensioni, per la pendenza ed il fondo richiede una preparazione adeguata. Si consiglia quindi,per coloro che non possiedono tale preparazione, di scendere dal mezzo accompagnandolo a piedi. La prosecuzione dell’itinerario su sterrato che conduce a Rassa, è di moderata pendenza e non presenta particolari difficoltà. La discesa su strada asfaltata conduce poi in pochi km. al ponte di Quare per ricongiungersi all’itinerario n.1.

SI RACCOMANDA L’USO DEL CASCO PROTETTIVO PER TUTTI

Balmuccia Alagna

NOTA: Punti di ricarica lungo il tracciato nei punti Alpe Meggiana (rifugio), Campertogno (Il Gatto e La Volpe), Alagna (Bar delle guide)

CARTELLO GIALLO – NUMERO 1 in campo VERDE

PARKING – Sulla Strada Provinciale 299 all’altezza di Balmuccia ,si incontra il cartello giallo della ciclabile e,girando a destra, si prosegue seguendo le indicazioni gialle per giungere sino al parcheggio della Scuola oppure, proseguendo verso il basso, e superando un piccolo tunnel , a quello del Centro Canoa e Rafting Monrosa.Da qui parte un interessante sentiero che, una volta attraversato il ponte sul Sesia, si inoltra sul fianco della montagna con una suggestiva vista sul canyon sottostante e, superando alcuni dislivelli impegnati, giunge al ponte più a nord che, una volta attraversato, conduce all’abitato di Scopetta raggiungiubile attraversando la SP 299. Da qui si esce per 400 mt.ca. sulla Provinciale per infilarsi sulla ciclabile di Muro di Scopa e poi, percorrendo il marciapiede ciclabile ,all’altezza di Scopa, si riattraversa la Provinciale per poi riprendere nuovamente il lato sinistro orografico del Sesia sino all’attravesamento del Ponte di ferro. Da qui si recupera quota con un dislivello impegnativo ma, reso gradevole dall’attraversamento di boschi di castagno per ridiscendere in frazione Chioso raggiungendo Scopello. Un tratto di ca. 1 km. su strada asfaltata conduce all’imbocco del largo sentiero che, in maniera agevole raggiunge Piode sul lato destro orografico del Sesia. Da qui si arriva al Ponte di Quare dopo aver superato un bosco di larici. Dopo 100 mt. in direzione Rassa, sulla destra si imboccata la strada asfaltata che scende sul piano e che attraversa per quasi 2 km. ampi prati e cascine con allevamenti di bestiame. Giunti a Campertogno si lascia il Sesia sulla destra e si sale su strada asfaltata sino alla graziosa frazione Rusa. Da qui si rientra su di un sentiero boschivo che conduce a Mollia e si prosegue con moderata pendenza in un contorno di rigogliosa vegetazione sino a Otra Sesia. Da questo punto, si imbocca la generosa strada sterrata ,recentemente realizzata, che si inoltra in uno spettacolare e imponente bosco di larici.Superati un paio di dislivelli impegnativi ma, brevi si giunge al ponte di Isolello che, attraverso una ripida ma, ampia rampa, permette di raggiungere il ponte pedonabile che attraversa il Sesia permettendo di tornare a percorrere il lato sinistro orografico del Sesia. Proseguendo su un ampio e agevole sterrato ,a tratti ricoperto interamente da un tappeto erboso, si giunge alla frazione Balma di Riva Valdobbia e da qui si prosegue senza particolari difficoltà sino al ponticello che, attraversato ci porta sulla Circonvallazione dove l’indicazione sulla sinistra dell’ultimo cartello giallo ci permette di raggiungere il centro di Alagna potendo ammirare gli scorci più suggestivi. Per chi non volesse percorrere tutti i 35 km del percorso, esiste la possibilità di accedere al percorso nelle seguenti località: Balmuccia (partenza), Scopa, Scopello, Piode, Campertogno, Mollia, Riva Valdobbia, Alagna (arrivo).

Anello Azzurro del Lago d’Orta

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Partiamo da Gozzano nei pressi del Lido di Buccione e imbocchiamo via dei Canneti proseguendo sul sentiero che costeggiando il lago ci conduce fino alla frazione di Lagna alternando tratti di sterrato e asfalto. Giunti a Lagna oltrepassiamo la chiesa di S.Rocco svoltiamo a sinistra e superiamo un pontino e incrociamo la SP48. Svoltiamo a destra in direzione Pella. Da Pella imbocchiamo la via Vignaccia dietro la chiesa di San Filiberto e proseguiamo dritti fino a Ronco. Arrivati a Ronco risaliamo a sinistra su un’antica mulattiera (tratto pericoloso) che ci conduce all’abitato di Ronco Superiore. Costeggiamo alcuni muretti a secco fino a quando vediamo una deviazione brusca a destra che scende. Qui alcuni tratti potrebbero risultare non ciclabili. Seguiamo il sentiero in discesa, oltrepassiamo il ponticello sul torrente Qualba risalendo fino all’oratorio della Madonna della Neve. Scendiamo fino ad Oira presso la chiesa di S.Silvestro: di fronte alla chiesa svoltiamo a sinistra in via Gobo e giunti ad uno spiazzo giriamo a sinistra in prossimità della fontana: risaliamo nel bosco tenendo la destra al primo bivio su un tratto che non risulta ciclabile. Proseguiamo superando un ruscello e tenendo la sinistra raggiungiamo le case di Brolo. Attraversiamo la strada e proseguiamo in salita lungo via Colonia e poi via Canton Sopra raggiungendo la strada provinciale. Alla fine della strada asfaltata imbocchiamo un sentiero in discesa e raggiungiamo Omegna in vale Garibaldi. Raggiungiamo la stazione ferroviaria di Omegna e imbocchiamo la via Repubblica e proseguiamo fino all’abitato di Borca. Raggiungiamo la chiesa di San Gottardo di Borca dove imbocchiamo il sentiero che risale nel bosco e raggiunge Crabbia. Alcuni tratti possono non essere ciclabili. In corrispondenza della strada asfaltata svoltiamo a sinistra proseguendo in salita in via Monti. Al bivio successivo teniamo la destra raggiungiamo la frazione di Pratolungo presso la chiesa di Madonna della Neve: qui svoltiamo a destra in discesa seguendo via Prea Grossa in direzione Pettenasco. Passiamo sotto il viadotto della ferrovia e svoltiamo a sinistra superando il ponte sul torrente Pescone. Giriamo ora a destra in direzione Carcegna. Giunti a Carcegna proseguiamo verso Miasino. Giunti a Miasino allo stop svoltiamo a destra, dopo un centinaio di metri imbocchiamo una strada sterrata che ci condurrà a Legro lungo via vecchia Miasino. Raggiungiamo la stazione ferroviaria di Orta-Miasino e proseguiamo fino ad incontrare la strada della Prisciola che ci condurrà alla chiesa di Santo Stefano a Corconio. Seguiamo le indicazioni per la torre di Buccione. Subito dopo la torre, superata una curva a sinistra prendiamo la strada sterrata che sale verso Bolzano Novarese scendendo fino all’incrocio con la SP 229 del lago d’Orta.

Continuiamo ora a destra scendendo fino al Lido di Buccione attraverso lo sterrato della via Fransisca e raggiungendo il punto di partenza del nostro itinerario.

Torre di Buccione

La Torre di Buccione, unanimamente conosciuta come Castello di Buccione inserita all’interno della Riserva Naturale Speciale della Torre di Buccione, luogo di un altissimo valore paesaggistico per i resti ancora ben visibili delle fenditure rimaste a causa dell’estrazione del porfido, il tutto contornato da una selva fitta di castagni e querce.
Alta circa 23 metri, la Torre è un bellissimo punto panoramico da dove por ammirare un panorama mozzafiato dominato dal Monte Rosa che fa da sfonda a una pittoresca Orta San Giulio.
Costruita agli inizi del XIII secolo con blocchi di granito e di serizzo, ricopriva diverse funzioni tra cui essere un magazzino, per le segnalazioni, come cella di difesa e la principale funzione di essere il baluardo di difesa del complessa fortificato. Come sappiamo, il Lago d’Orta e le sue attrattive sono protagonisti di leggende e storie, e anche intorno a questa possente e maestosa Torre è legato un nome: Maria Canavesa meglio conosciuta come “l’eroina del Cusio” in quanto nel ‘500 divenne famosa dopo aver compiuto un gesto eroico che costò la morte a lei e ai suoi figli ma che permise alle terre della Riviera di cacciare l’invasore.

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