Villa Monte Oro in Ameno

Descritta anche dal generale Ludwig Von Welden nel 1824 dove, con il suo sguardo attendo, la elogia insieme alla cittadina affacciata sul Lago d’Orta. La costruzione cominciò nel 1891 dalle volontà del conte di Ortello di Borgolavezzaro, Gaudenzio Tornielli, su dei terreni ereditati dal padre situati nei pressi di Monte Oro. L’ingresso alla villa è caratterizzato da un cancello in ferro battuto da dove inizia un viale fiancheggiato da gruppi arborei che ci accompagna fino in cima alla collina dove si innalza l’edificio contornato da logge e portici che si protendono sul panorama a 360°. Una magnifica torre medievale si eleva dal centro del palazzo che reca l’affresco di una meridiana e, se la osserviamo attentamente possiamo persino vedere la dicitura in latino “Nulla fluat cuius meminisse non iuvat” (Che nessuna ora scorra di cui non giovi il ricordo). Le due strutture sul lato meridionale dell’edifico abbracciano una terrazza che si protende sull’accesso occidentale della villa, inizialmente disegnato in stile “giardino all’italiana” con aiuole bordate di bosso e oggi giorno circondato da larghi cespugli di ginepro. Il complesso comprende anche una dependance, collegata alla villa da una loggia sovrastata da un terrazzo e un edificio minore dalla pianta a T che riprende il medesimo eclettismo dell’edificio principale.
Ciò che merita però, uno sguardo attento è il parco del complesso che si estende per oltre 240.000 metri quadrati e, percorrendo un sentiero lungo 7km, permette al visitatore di ammirare una grande varietà di specie arboree e di rare essenze e di lasciarli cullare dal profumo o di magnolia, di azalea e ortensie disposte lungo un viale che conduce ad un piccolo laghetto coperto da ninfee spontanee e ombreggiato da salici creando una perfetta atmosfera romantica. Se vogliamo possiamo poi continuare il percorso addentrandoci nella parte più fitta del bosco caratterizzato da piante di faggi e castagni dove troviamo la fontana di antica memoria, ossia una fontana che ha rappresentato uno dei luoghi preferiti di Lazaro Agostino Cotta.
(Foto di Comune di Armeno)

La Torre medioevale di Pella

Intorno alla Torre ruotano molte storie, alcune ripotate secondo la tradizione orale tramandate di generazione in generazione mentre altre lasciate alle leggende storiografiche, come quella che narra che la Torre medievale di Pella fosse sotto dominio del re Berengario II e di suo figlio che furono costretti ad una resa da Litolfo, figlio di Ottone I. Inoltre la Torre avrebbe ricoperto un ruolo fondamentale nella difesa longobarda del Duca Minulfo che nel 574 aveva situato la sede del suo ducato proprio sull’Isola di San Giulio. L’edificio sarebbe stato costruito al centro di un piccolo borgo, capitale della sponda occidentale del lago andando a formare così la parte antica della casa parrocchiale. Per quanto riguarda la storia purtroppo abbiamo poche notizie a riguardo, la più attendibile sostiene che, come indicato dalla dicitura posizionata sopra la porta: “Tune militi, nuno Paroco” (una volta del soldato, oggi del parroco), la torre era sotto gli Zanotti che la cedettero al Rettore Guglielmetti diventando così la casa del parroco. Solo successivamente però, all’antica Torre, fu aggiunta un’altra parte in modo da ricavarne un’abitazione completa. Attualmente ancora ben visibile alla visione attenta dei turisti e dei visitatori, possiamo trovare al suo interno una buonissima gelateria.

Il Santuario della Madonna del Sasso

Recentemente restaurato in occasione dei 250 anni dalla costruzione, il complesso, costituito dalla chiesa, dalla torre campanaria e dalla casa eremitale, sorge su uno sperone di bianca roccia granitica e si affaccia su un piazzare detto “il balcone del Cusio” da dove si può ammirare un panorama mozzafiato. Secondo la leggenda nel cinquecento al posto del santuario vi era soltanto una croce posta in memoria della figlia di un’ostessa di Pella. Si hanno poi notizie intorno al 1718, grazie all’inventario voluto dal notaio Zanotti, solo che non si parla più di una cappella ma di una chiesa e di un piccolo campaniletto costruiti nel luogo divenuto famoso per le grazie avvenute e dove all’interno di una nicchia della sacrestia venne ritrovata la statuetta miracolosa della Madonna del Rosario e solo nel 1725 venne iniziato l’attuale santuario costruito sopra delle vecchie fondamenta della quale rimane solo un masso di granito, attualmente inglobato nel parapetto che recinge il piazzale, considerato pietra sacra.
Un particolare che caratterizza la chiesa è l’uso della prospettiva utilizzata dal Peracino in quanto entrando in chiesa si ha la sensazione che le colonne appaiano piegate in avanti e percorrendo la navata possiamo notare come passo dopo passo sembrano si raddrizzino. Lo stesso accade se ci poniamo di fronte all’altare e camminiamo verso destra: le colonne sembrano pendere verso sinistra e al contrario se camminiamo verso sinistra esse sembrano pendere verso destra.
Attualmente il santuario è il punto di arrivo del percorso escursionistico “Le valli della fede” che collega i vari santuari della zona partendo dal biellese. (foto di Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5244957)

Il Lago d’Orta: sport, relax e “Lake Time”

Diventato famoso negli ultimi anni nelle località lacustri, il “lake time” sta sempre di più prendendo piede tra i turisti che vengono a contatto con il nostro territorio e decidono di prendersi del tempo per rilassarsi e ricaricarsi. Immaginatevi il movimento lento del lago, delle sue onde così leggere e silenziose in grado di trasmettere una sensazione di calma e serenità anche alle persone più inquiete, il lake time corrisponde a quel tempo sospeso tra l’acqua di fronte a noi e le vallate alle nostre spalle. Il lago, poco conosciuto sotto questo aspetto, è balneabile e sono presenti diverse siti balneari tra spiaggette e lidi dove è possibile rilassarsi. I lidi più famosi sono quelli di Gozzano, diventato bandiera blu proprio nel 2020, la spiaggia Miami, conosciuta anche tra gli abitanti del lago per la sua acqua trasparente e cristallina oppure la spiaggia di Roncallo a Pella più piccolina e riservata con una splendida vista sull’isola di San Giulio. Per chi invece, nonostante i percorsi in bicicletta, preferisce dedicarsi allo sport, all’avventura e all’adrenalina, il Lago d’Orta offre una nuova dimensione per soddisfare la vostra voglia di divertimento. Per poter scoprire il territorio a 360° non ci si può far scappare l’occasione di visitare le acque del Lago d’Orta, che visto da fuori è un’ambiente scuro e ostile, (dicono che sia talmente profondo che non siano mai riusciti a misurarlo) ma visto da una diversa prospettiva offre scenari e incontri spettacolari e inaspettati.  La sua superficie calma e quiete permette di praticare sport acquatici come il kayak o la canoa o immergendosi nelle sue acque si scoprono paesaggi naturali di rara bellezza, se invece si preferisce qualcosa di più avventuriero rimanendo a stretto contatto con la natura, nelle vicine Val d’Ossola e Valsesia si possono praticare discipline come il rafting o hydrospeed, oppure volete provare la sensazione di toccare il cielo con un dito? Al Lago d’Orta si può! Grazie ad attività adrenaliniche come ad un volo panoramico col parapendio permettendoci di ammirare il Lago nel suo completo panorama.

Pedalando da Orta ad Armeno

Il lago d’Orta, situato nelle provincie di Novara e Verbano – Cusio – Ossola, è una autentica gemma incastonata tra il verde delle Alpi e le colline novaresi, circondata da una distesa di boschi che lo separano dal grande Lago Maggiore, dove si alternano piccoli paesini pittoreschi e pieni di storia. Celebre per l’incantevole borgo di Orta San Giulio, in realtà tutto il territorio intorno al lago è ricco di affascinanti percorsi immersi nella natura, spesso poco conosciuti, da scoprire nel modo che più ci piace, con calma e respirando tutte le sensazioni.

Attraverso il nostro viaggio vi raccontiamo questi itinerari, condividendo con voi il piacere di una vacanza ”incontaminata”, diversa  dalle destinazioni più frequentate dei grandi laghi del nord Italia, dove si rimane sempre a stretto contatto con la natura, ammirandone le sue bellezze senza però rinunciare alla cultura e al divertimento, sia per grandi che piccini.

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