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I SENTIERI DEI QUADRIFOGLIO

Dopo la pausa di relax possiamo ripartire. Dalla piazzetta di Ameno svoltiamo a destra e dopo pochi metri abbandoniamo l’asfalto e proseguiamo su un sentiero in discesa che ci porta a incrociare il Quadrifoglio di Ameno, un complesso di 4 percorsi ad anello per un totale di quasi 34 Km, che si snodano tra i prati e le casette isolate di Ameno.

Svoltando a destra si percorre l’anello indaco, mentre a sinistra si imbocca quello blu, quasi completamente in sterrato. Iniziamo con quello indaco, per poi prendere quello blu.

Dopo poco che lo percorriamo il panorama è sorprendente, alla l’improvviso ci ritroviamo in montagna, tra prati verdi dove pascolano mucche e sentieri che penetrano ovunque nei boschi intorno a noi.

ARMENO E LA MORTA DI AGRANO

Al termine del percorso sbuchiamo direttamente sulla statale, via circonvallazione, dove giriamo a destra per arrivare ad Armeno. Raggiunto il delizioso paese alle pendici del Mottarone accaldati e soprattutto affamati, ci siamo fermati a mangiare nel bar, situato nella piazza principale. Indecisi se rimanere “leggeri”, dato il caldo e i km che volevamo fare, oppure goderci il pranzo ci siamo fatti consigliare dalla titolare, un tipo super alla mano e super divertente che ci ha saziato con due panini particolari (quello con la carne cruda grana ed erbette era veramente ottimo) e con due calici di vino della bassa novarese veramente ottimi. 

Saziati, super carichi e pieni di energie come se dovessimo affrontare la famosa salita del Mortirolo (in realtà eravamo pronti per andare a fare il riposino post pranzo) siamo andati verso Agrano conosciuto come il paese della morta. Niente di così terrificante come sembra: intorno al 1792 è stata ritrovata nell’ossario del cimitero una donna mummificata diventata poi oggetto di devozione da parte degli abitanti della zona.

Dopo aver visto la mummia, posta all’esterno della chiesa, e l’interno della piccola chiesetta di Agrano, ripercorriamo un pezzo di percorso fino all’incrocio superato in precedenza e svoltiamo a destra verso Pettenasco. Qui c’è la possibilità di scegliere, se avventurarsi tra i boschi, respirare aria pulita, farsi cullare dal rumore dei grilli e del ruscello, rilassandosi e anche rigenerandosi, oppure continuare sulla strada principale fino a raggiungere Pratolungo ed iniziare la discesa verso Pettenasco tornando così sulle sponde del lago e tornare verso Orta

DIVAGAZIONI AL SACROMONTE

Arrivati davanti al nostro Be Point non ci dimentichiamo il nostro appuntamento con la visita di Orta, per cui proseguiamo e arrivati alla rotonda da giriamo a destra.

Dopo poco però vi proponiamo una deviazione per una visita che non può mancare, il Sacro Monte. Prendiamo la salita a sinistra che troviamo alla nostra destra appena prima della rotonda dove c’è Villa Crespi (ristorante stellato dello chef Cannavacciuolo). Questa è stata la nostra tappa più pesante, è un tratto corto ma intenso ma grazie alle ebike diventa accessibile anche ai meno esperti. Arrivati al parcheggio teniamo la destra e ci addentriamo in un boschetto dove possiamo visitare la Chiesa con le sue Cappelle sia in bicicletta che passeggiando.

TERZO TEMPO A ORTA

scendiamo dal Sacromonti e finalmente ci dirigiamo ad Orta, il piccolo borgo medievale dalle strette e pittoresche stradine che sfociano in punti panoramici che hanno come sfondo San Giulio: un isolotto talmente perfetto da sembrare un dipinto, e dal suo Sacro Monte, tappa più difficile del nostro percorso, famoso per le storie e leggende che lo vedono protagonista e dal 1993 anche sito UNESCO.

Una volta arrivati possiamo appoggiare le nostre biciclette e passeggiare per i vicoli, fermarci nella piazza e goderci la splendida vista di San Giulio.

se poi avete voglia di fare ancora un paio di pedalate vi consigliamo il giro dei pontili, dove potete anche fermarvi a fare un bagno

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