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Dopo essere stata la sede d’arrivo della seconda tappa, Novara torna a essere protagonista del Giro d’Italia 2021 con il passaggio della 19sima tappa, che parte da Abbiategrasso e si conclude all’Alpe di Mera.

Novara è la sede di Be•E, la città in cui siamo nati. Sin da piccoli abbiamo imparato a conoscere le campagne che la circondano. Teatro delle prime scorribande di bambini che vogliono sentirsi grandi, quando si andavano a rubare le pannocchie nei campi, la pianura novarese è sempre stata sinonimo di libertà e spazi aperti. Crescendo e pedalando con l’occhio sempre più curioso, ci siamo via via resi conto delle ricchezze del nostro territorio. E’ da qui che è sbocciato il nostro progetto di turismo in bicicletta. Diventa quindi inevitabile che ne parliamo con un pizzico di emozione in più.

Territorio pianeggiante, con le montagne sullo sfondo che nelle giornate più terse creano un contrasto di colori mozzafiato, la campagna novarese offre diverse possibilità per itinerari in bicicletta. Sul nostro sito potete trovare molte proposte. Qui vogliamo fornirvi una breve introduzione e qualche spunto per le vostre prossime vacanze in bicicletta.

Il primo consiglio che vi diamo è di venire a gustarvi lo spettacolo del mare a quadretti. E’ un fenomeno che si crea quando le risaie vengono allagate per la coltivazione del riso. La pianura diventa uno specchio d’acqua diviso solo da piccoli sentieri, creando un’atmosfera unica.

Ma non è l’unico piacere che queste terre sanno regalare. Anche esplorarle in altri periodi dell’anno permette di gustarsi scorci bellissimi, vedere il sole che sorge e tramonta sui canali, trovare angoli dove appoggiare la bici e stendersi su un prato lontani da qualsiasi rumore.

Si pedala costeggiando i campi di coltivazione di riso e mais ed è facile imbattersi in cascine dove acquistare prodotti locali, il riso in primis. Ma non è un semplice acquisto, è una esperienza. Ci si ferma ad ascoltare i racconti di chi da una vita coltiva la terra con passione. Storie e anedotti tramandati da generazioni e che ti lasciano incantato quando li ascolti.

Tempo fa una anziana signora mi svelò l’usanza contadina di predire il tempo con le cipolle, per sapere come sarebbe andata la stagione del raccolto. La notte del 24 gennaio (festa dedicata alla conversione di San Paolo) si prendono 12 cipolle, si tagliano le teste, si pone sopra un pizzico di sale grosso e si mettono fuori dalla finestra. La mattina dopo si osserva quanto si è sciolto il sale. A seconda di quanta umidità si è formata si capisce se saranno mesi piovosi o asciutti.

Tra le tante che troverere una che merita assolutamente una visita è la cascina Canta a Gionzana. Una storica azienda agricola dove la famiglia Francese coltiva sin dagli anni ottanta il riso con metodi tradizionali. Il fondatore fu Francesco che rilevò una cascina che nessuno voleva perché considerata maledetta. Era infatti il rifugio della banda di un celebre bandito, il “Biundin”.

Oggi è una rinomata realtà, il cui fiore all’occhiello è il recuperato riso Maratelli. Selezionato nel 1916 ad Asigaliano Vercellese da Mario Maratelli, è una delle varietà più pregiate di riso.

Se siete in questa zona dovete poi visitare l’oratorio della Madonna del Latte a Gionzana, un piccolo gioiello di arte sacra, caratterizzato da affreschi del XV secolo.

Un piccolo puntino in mezzo alle risaie, un’oasi di arte che lascia incantati una volta varcata la soglia e dove si possono ammirare le opere di maestri novaresi come Cagnola e DeBosis.

C’è anche un curatissimo giardino con delle panchine dove sedersi ad ammirare i colori delle risaie. Un luogo di cui ci si può solo innamorare.

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