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Recentemente restaurato in occasione dei 250 anni dalla costruzione, il complesso, costituito dalla chiesa, dalla torre campanaria e dalla casa eremitale, sorge su uno sperone di bianca roccia granitica e si affaccia su un piazzare detto “il balcone del Cusio” da dove si può ammirare un panorama mozzafiato. Secondo la leggenda nel cinquecento al posto del santuario vi era soltanto una croce posta in memoria della figlia di un’ostessa di Pella. Si hanno poi notizie intorno al 1718, grazie all’inventario voluto dal notaio Zanotti, solo che non si parla più di una cappella ma di una chiesa e di un piccolo campaniletto costruiti nel luogo divenuto famoso per le grazie avvenute e dove all’interno di una nicchia della sacrestia venne ritrovata la statuetta miracolosa della Madonna del Rosario e solo nel 1725 venne iniziato l’attuale santuario costruito sopra delle vecchie fondamenta della quale rimane solo un masso di granito, attualmente inglobato nel parapetto che recinge il piazzale, considerato pietra sacra.
Un particolare che caratterizza la chiesa è l’uso della prospettiva utilizzata dal Peracino in quanto entrando in chiesa si ha la sensazione che le colonne appaiano piegate in avanti e percorrendo la navata possiamo notare come passo dopo passo sembrano si raddrizzino. Lo stesso accade se ci poniamo di fronte all’altare e camminiamo verso destra: le colonne sembrano pendere verso sinistra e al contrario se camminiamo verso sinistra esse sembrano pendere verso destra.
Attualmente il santuario è il punto di arrivo del percorso escursionistico “Le valli della fede” che collega i vari santuari della zona partendo dal biellese. (foto di Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=5244957)

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