La camminata dell’Amore in bicicletta

La camminata dell’amore è un breve sentiero carico di storia immerso in una splendida natura rigogliosa, lungo un tratto di lago caraterrizzato da acqua cristallina . Sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, a Ispra, ci ritroviamo in un connubio perfetto tra piccole spiaggette e monumenti archeologici industriali perfettamente ubicati in un ambiente sereno e armonioso.

Perfettamente segnalato, la camminata dell’amore, ci permette di scoprire paesaggi meravigliosi, pedalando nei boschi fiabeschi e lussureggianti e di conoscere le testimonianze di un’attività praticata in passato in questa zona:  la produzione di calce. Attività che ha origini molto antiche, riconducibili alle pareti ricche di pietra calcarea e alle agevoli vie di trasporto, grazie alle acque del Verbano e dei fiumi limitrofi come il Ticino e i Navigli. Anche se l’archeologia industriale può sembrare una cosa da “grandi”, andare alla scoperta delle vecchie fornaci di Ispra è un’avventura che coinvolge tutta la famiglia riservando moltissime sorprese. Un itinerario divertente sulla scogliera del lago, perfetto per grandi e piccini e incastonato tra paesaggi incantevoli, punti panoramici, vecchie fornaci e freschi bagni.

Mergozzo: il borgo alle pendici dei Corni di Nibbio

C’è un Lago in Piemonte che vale la pena visitare: è il Lago di Mergozzo che prende il nome dall’omonimo paesino. Un borgo dall’incontaminata serenità e circondata da un’atmosfera surreale rendono Mergozzo uno dei più suggestivi borghi di tutto il Piemonte.

In questo splendido paesino affacciato sulle sponde dell’omonimo Lago è la meta ideale per chi desidera trascorrere del tempo all’insegna della tranquillità e del relax assoluto.

Esplorandolo si nota come vivono ancora oggi forti tradizioni e camminando per le sue strette vie potrete notare come il tempo sembra essersi fermato: i sentori romanici sono presenti in ogni angolo, le case sono interamente costruite in pietra e nella piazza principale si può anche ammirare un olmo secolare, diventato il simbolo monumentale dell’intera comunità pe per la regione.

Un paese dall’anima antica e che conserva, tuttora, preziose testimonianze del passato: molto caratteristico è il campanile della chiesa Beata Vergine Assunta raggiungibile risalendo una scala particolarmente ripida risalente al 1600 che insieme alla chiesa romanica di Santa Marta inaugurata nel 1610 sono gli edifici artistici più importanti.

Le piccole vie si snodano nel piccolo centro storico e percorrendole fino ad arrivare alla suggestiva piazzetta in riva al lago, godrete di un panorama naturale fantastico e potrete riscoprire piacevolmente l’armonia della pace dei sensi, sedendosi e gustando una “fugascina” il tipico dolciume sottile e di colore dorato di Mergozzo.

Mergozzo: il borgo e il suo lago, un incanto tra Piemonte, Lombardia e Svizzera. Un luogo di storia e di arte che attende di essere scoperto da un turismo gentile, gentile almeno quanto le acque del suo dolce lago.

Santuario Madonna della Bocciola

Uno dei più importanti centri religiosi dell’intero bacino della Riviera, il santuario è databile al 1754 ed è sorto sui resti di una chiesa già esistente ed edificata in memoria di un miracolo avvenuta a una bambina muta fin dalla nascita che per aiutare i suoi genitori portava al pascolo le bestie. L’edificio ha una struttura centrale quadrilobata, in quanto le due precedenti cappelle laterali furono trasformate in navatelle e incorporate successivamente in quella centrale.
Ammirandola possiamo notiamo che la facciata, realizzata dal 1840 e terminata nel 1875 è in pieno stile neoclassico con l’imponente pronao sostenuto da quattro colonne in granito di Baveno caratterizzate da un capitello di ordine ionico. Il restante della facciata viene divisa in 3 livelli da sottili cornici marcapiano: nel primo livello si trovano le tre porte d’ingresso, due finte finestre che sormontano le porte laterali mentre tre archi a tutto sesto incorniciano la porta d’ingresso e i vani delle due finestre precedenti. Il suo interno invece, è centrato su una cupola ribassata affrescata con il trionfo di Maria e poggia su quattro pilastri. Sulla tutta la parete corre un fregio continuo, animato da decorazioni zoomorfe e arricchito da urne cinerarie, racemi, rosette e palmette a stucco. Inoltre, possiamo anche ammirare come gli affreschi che decorano le pareti sono in eccellente stato di conservazione, (foto di Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30841270)

Palazzo Tornielli e il parco neogotico

Situato nella piazza principale di Ameno, attualmente sede del Comune di Ameno e dello Spazio Museale ma un tempo diviso in due ali. Deve il suo nome ad uno dei casati più importanti ed illustri di Novara: la nobile dinastia di Borgolavezzaro che lo utilizzava come “palazzo di campagna” e per l’organizzazione di balli, concerti e ricevimenti. L’edificio, si presenta a prima vista con una facciata, di particolare bellezza, che risale al XVIII secolo e con una struttura risalente a periodi storici differenti. SI sviluppa attorno a due ampi cortili interni decorati con scaloni accompagnati da ringhiere in ferro battuto che permette l’accesso ai piani superiori, e affreschi mitologici che decorano il soffitto. Oggigiorno al suo interno, a cura dell’Associazione Culturale Asilo Bianco, vi è il Museo Tornielli e rappresenta un vero e proprio luogo d’incontro e di studio per il nostro territorio in quanto spesso accoglie numerose manifestazioni artistiche e culturali. Ambiente che merita di di essere visitato insieme a Palazzo Tornielli è il suo Parco neogotico: situato di fronte al prospetto principale e oltre la piazza, attualmente pubblico, ma originariamente di pertinenza del palazzo stesso e raggiungibile attraverso un passaggio sotterraneo che attraversava Piazza Marconi.

La Torre medioevale di Pella

Intorno alla Torre ruotano molte storie, alcune ripotate secondo la tradizione orale tramandate di generazione in generazione mentre altre lasciate alle leggende storiografiche, come quella che narra che la Torre medievale di Pella fosse sotto dominio del re Berengario II e di suo figlio che furono costretti ad una resa da Litolfo, figlio di Ottone I. Inoltre la Torre avrebbe ricoperto un ruolo fondamentale nella difesa longobarda del Duca Minulfo che nel 574 aveva situato la sede del suo ducato proprio sull’Isola di San Giulio. L’edificio sarebbe stato costruito al centro di un piccolo borgo, capitale della sponda occidentale del lago andando a formare così la parte antica della casa parrocchiale. Per quanto riguarda la storia purtroppo abbiamo poche notizie a riguardo, la più attendibile sostiene che, come indicato dalla dicitura posizionata sopra la porta: “Tune militi, nuno Paroco” (una volta del soldato, oggi del parroco), la torre era sotto gli Zanotti che la cedettero al Rettore Guglielmetti diventando così la casa del parroco. Solo successivamente però, all’antica Torre, fu aggiunta un’altra parte in modo da ricavarne un’abitazione completa. Attualmente ancora ben visibile alla visione attenta dei turisti e dei visitatori, possiamo trovare al suo interno una buonissima gelateria.

Piazza Motta di Orta

Conosciuta come piazza – salotto per i suoi locali da dove si può ammirare un’affascinante e mozzafiato panorama e l’Isola di San Giulio. Circondata su tre lati da edifici medievali e barocchi caratterizzati da portici che risultano ben proporzionati nello spazio e tra loro. Il Palazzo chela domina è il broletto o Palazzo della comunità della Riviera di San giulio uno dei simboli principali dello stato – feudo della Riviera.

Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta in Orta

Edificata nella seconda metà del ‘400, precisamente nel 1485 dall’architetto Nicolao Monti. Rappresenta oggi giorno il più importante monumento religioso della zona. Situata al termine della Motta, una salita pavimentata con ciottoli di fiume, fiancheggiata da palazzi, fu costruita sopra i resti di un piccolo tempietto romano (nonostante la tradizione popolare dica che sia stata costruita da San Giulio). Conosciuta nella Riviera come una sorta di “percorso di redenzione” dal Sacro Monte di Orta è affiancata da un campanile tardoromanico del 1505 che venne costruito con massi granitici squadrati e caratterizzato da una cella campanaria caratterizzata da finestre monofore, bifore e trifore. La facciata color giallo oro, che noi possiamo ammirare, ha una struttura a salienti ammorbidita da curve che richiamano lo stile barocco e abbellita da stucchi culminando con una statua rappresentante la Madonna e due angeli. Salendo la ” Motta”, a metà, bisogna fermarci e, facendo scorrere lo sguardo dalle antiche scalinate al portale classico per poi innalzandolo a tutto l’edificio, ammirare la Chiesa nel suo massimo splendore trasformando così la gioia visiva in godimento musicale tanto che vi sembrerà di udire un duetto classico, una melodia nuova così aderente a vecchi accordi da sembrare di un solo genio creatore, facendovi entrare in un “unico vortice di duplice fiamma”.

( foto: Aessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3831817)

L’Isola di San Giulio

Talmente perfetta che sembra un quadro dipinto dalle mani di un pittore e racchiude tante bellezze da incantare qualsiasi visitatore da qualsiasi lato la si osservi. Dominata da un monastero, l’Abbazia Benedettina Femminile Mater Ecclesiae ma dedicata come omaggio a San Giulio, costruttore di chiese, per averla liberata da un drago che terrorizzava i cittadini della Riviera e dove decise di edificare la sua centesima chiesa e diventata nel 553dopo la sepultura del vescovo Filacrio, di origine greca, un santuario. L’edificio basilicale, ricostruito tra il XI e il XII secolo, regala al visitatore un gioiello d’arte, un fiore all’occhiello di epoca romana in pietra scolpita con al suo interno affreschi di epoche diverse che raffigurano immagini di santi ed episodi della vita di san Giulio raccontando con semplicità le testimonianze storiche della sua devozione. Caratteristica molto particolare e curiosa allo stesso tempo, è che nel Monastero viene dato spazio all’ospitalità, ossia la possibilità di ritirarsi, seguendo la regola benedettina, in questo luogo appartato per vivere un’esperienza di preghiera lontani dalla frenesia e dalla quotidianità, provando emozioni uniche e sensoriali. Fin dall’antichità i canonici possedevano abitazioni sull’isola, oggigiorno trasformate in ville private, che confinavano con il lago secondo un percorso anulare tuttora esistente e conosciuto come “via del silenzio e della meditazione”: un tragitto lungo il quale si trovano cartelli scritti da Madre Anna Maria Canopi, che elogiano le proprietà del silenzio e della meditazione così profondi che convincono anche i turisti ad adeguarsi all’atmosfera di assoluta quiete che caratterizza questa splendida e surreale isola.

Sacro Monte di Orta

Situato sulla collina che si eleva al centro della penisola di Orta San Giulio, attualmente facente parte del gruppo dei nove Sacri Monti alpini in Piemonte e Lombardia considerati siti UNESCO, quello di Orta è l’unico interamente dedicato ad un unico santo, San Francesco d’Assisi. Realizzato su emulazione del Sacro Monte di Varallo Sesia e costruito sulla “Silva”: luogo sacro in quanto già vi sorgeva la chiesa di san Nicolao. Costituito da 21 cappelle e un convento destinato ad accogliere i frati francescani cappuccini, ammirandolo possiamo notare come la struttura architettonica sia ispirata alla basilica inferiori di San Francesco d’Assisi. Il Sacro Monte di Orta si può considerare come una realizzazione iconica triplice in quanto nelle 21 cappelle è presente la scultura, la pittura e l’architettura tutte armonicamente unite per raccontare con affreschi e statue in terracotta la vita di San Francesco d’Assisi che conduceva uno stile di vita molto simile a quella di Gesù e per questo ritenuto perfetta immagine di Cristo.

Monte Mesma

Situato nel comune di Ameno, ricopre un perfetto punto panoramico del Lago d’Orta per poter ammirare Orta con la sua bellissima isola e la catena del Monte Rosa da un punto di vista unico e sensazionale. Conosciuto nella Riviera e non solo grazie alla Viae Crucis, iniziata nel 1659 da padre Gerolamo Stola, all’epoca guardiano del convento che in concomitanza fece porre nella piazzetta una croce di legno e una colonna scolpita con la data di fondazione del convento. Solo successivamente su entrambi i percorsi, vennero erette edicole di due Viae Crucis. Questo nacque dal desiderio di padre Stola di creare lungo le pendici del monte un “Teatro di miracoli” che rappresentasse i fatti più importanti della vita di Sant’Antonio di Padova e che fosse immerso in un bellissimo sfondo di castagni e querce, inizialmente scandita da semplici croci in legno e solo successivamente sostituite con edicole in muratura alte circa 3 metri e larghe 1, con nicchie quadrangolari affrescate. Solo nel 1993 la Regione Piemonte lo istituisce Riserva Naturale Speciale, questo non solo per la sua riserva naturalistica in cui scorrono due torrenti l’Agogna e il Membra sia per suo Il complesso monumentale che comprende la chiesa dedicata a San Francesco e il convento francescano, ma anche a ritrovamenti di notevole interesse archeologico che testimoniano la presenza dell’uomo fin dalla prima età del ferro. (Foto: Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=15526262)